Samantha Marenda
Dermatologa Exuviance Italia - 01 Luglio 2019

Come riconoscere un melanoma

Riportiamo qui di seguito l'articolo relativo all'intervista che Benedetta de Mattei ha effettuato – per Centro Meteo Italiano - alla nostra dermatologa Samantha Marenda, Specialista in Dermatologia e Venereologia che si occupa anche  delle consulenze per Exuviance Italia. Si chiariscono tutti gli aspetti del melanoma: come riconoscerlo, affrontarlo e prevenirlo.

1. Cos'è il Melanoma ?

Il melanoma è un tumore cutaneo che origina dai melanociti che si trovano a livello della cute e delle mucose, ad esempio occhio e meningi. La neoplasia può insorgere in qualunque fase della vita del paziente, ma il picco d’incidenza si verifica negli adulti di età compresa tra i 30 e i 60 anni“.

Clinicamente può assumere tantissime forme ed è pertanto non sempre facile riconoscerlo, nelle sue fasi precoci, il dermatologo può utilizzare diverse apparecchiature in suo ausilio: il dermatoscopio portatile, l’epiluminescenza (esame diagnostico e di follow-up indispensabile per il dermatologo), il total body mapping, (che permette di fotografare tutta la superficie cutanea del paziente e di correlare a tali immagini cliniche quelle dermoscopiche) e l’esame in microscopia confocale, che permette di dare una valutazione microscopica delle lesioni dubbie che presentino atipie dermoscopiche rilevanti“.

2. Quanto è diffuso in Italia ?

Considerata in passato una neoplasia rara, diversi studi clinici nazionali e internazionali suggeriscono che la sua incidenza sia quasi raddoppiata negli ultimi 10 anni”.

Nonostante la mortalità resti stabile, con oltre 2.000 decessi per melanomi cutanei registrati annualmente in Italia, la sopravvivenza a 5 anni è pari all’87% ed è in crescita rispetto al passato. Un risultato importante, se si pensa che il melanoma è la seconda neoplasia più frequente tra i tumori giovanili negli uomini e la terza tra quelli giovanili femminili, con un’incidenza in continua crescita, che fa registrare 14.000 nuovi casi ogni anno (dati AIOM AIRTUM 2017, 62.000 casi complessivi nei paesi europei, ndr)”.

3. Come riconoscere un melanoma e le sue caratteristiche

Le sedi di insorgenza più frequenti sono il dorso negli uomini e gli arti inferiori nelle donne. La neoplasia, nelle sue svariate manifestazioni cliniche, può mimare l’aspetto di un neo o insorgere nel contesto di quest’ultimo sotto forma di focalità; pertanto un neo debitamente documentato che presenti anche minime modifiche (lieve atipia) deve essere monitorato o sottoposto a successive valutazioni o asportato e analizzato dal punto di vista istopatologico. Il melanoma, inoltre, si può presentare come un nodulo o una papula pigmentata, ipomelanotica (il pigmento occupa meno del 25% della lesione), o amelanotica (senza presenza di pigmento) o di colore rosa/rossastro andando a mimare l’aspetto di tutta una serie di lesioni benigne e non, che entrano in diagnosi differenziale con il melanoma“.

4. La prevenzione è ormai noto sia la miglior arma per combatterlo

La prevenzione ci permette di agire su due fronti importantissimi. La prevenzione primaria ci permette di limitare i fattori di rischio ambientali, consigliando al paziente una fotoprotezione corretta ed adeguata per età, sesso, fototipo e modalità di esposizione solare alla quale verrà sottoposto“.

Nel caso della prevenzione secondaria invece il medico visiterà i pazienti e li sottoporrà all’esame più adeguato in base all’età, al fototipo, alla quantità e alla tipologia di nei riscontrati sulla superficie cutanea, alla presenza di un anamnesi positiva di tipo personale o familiare di melanoma. Pertanto sarà il dermatologo, di volta in volta, a strutturare un tipo di screening adeguato e personalizzato che supporti le caratteristiche specifiche del paziente e i suoi fattori di rischio endogeni ed esogeni“.

Il paziente potrà avere necessità di una sola visita clinica con indagine dermoscopica senza memorizzazione di immagini, ad un videodermoscopia digitale in epiluminescenza con memorizzazione delle immagini significative da tenere in  follow-up ad un total body mapping. La visita per il paziente si potrà svolgere, una volta definita la tipologia delle lesioni e aver identificato i fattori di rischio del paziente con una cadenza annuale o ogni 6 mesi, o nel caso della modifica di un neo anche con brevi follow-up delle lesioni evidenziate come atipiche

Fonte: www.centrometeoitaliano.it